Cimitero monumentale di Bonamorone




Cimitero monumentale di Bonamorone.

La costruzione risale alla metà dell’ottocento e, tra i viali alberati con pini e cipressi, si osservano tombe monumentali caratterizzati da capolavori scultorei, quali statue ed effigi, cappelle e mausolei delle confraternite agrigentine.  All’interno anche un Sacrario militare dedicato ai caduti delle due guerre mondiali.

 


Galleria fotografica:

Foto originale www.agrigentodoc.it – anno 2015
Foto aerea tratta da google – anno 2017

 

 

 

 

 

 


Foto e cartoline storiche:

 


Commemorazione dei defunti, festa dei morti in Sicilia (Fonte: www.siciliainfesta.com)

La “Festa dei Morti” in Sicilia è una ricorrenza molto sentita, risalente al X secolo, viene celebrata il 2 novembre per commemorare i defunti. Si narra che anticamente nella notte tra l’1 ed il 2 novembre i defunti visitassero i cari ancora in vita portando ai bambini dei doni. Oggi questi doni vengono acquistati dai genitori e dai parenti nelle tradizionali “fiere”, che si svolgono in molte parti della Sicilia. Qui vi si trovano bancarelle di giocattoli e oggetti vari da donare ai bambini, che vengono poi nascosti in casa e trovati da quest’ultimi, al mattino presto, con una sorta di caccia al tesoro. Oltre a giocattoli di ogni sorta, esiste l’usanza di regalare scarpe nuove, talvolta piene di dolcetti, come i particolari biscotti tipici di questa festa: i crozzi ‘i mottu (ossa di morto) o i pupatelli ripieni di mandorle tostate, i taralli ciambelle rivestite di glassa zuccherata, i nucatoli e i Tetù bianchi e marroni, i primi velati di zucchero, i secondi di polvere di cacao. Frutta secca e cioccolatini, accompagnano ‘U Cannistru‘, un cesto ricolmo di primizie di stagione, frutta secca altri dolciumi come la frutta di martorana ei Pupi ri zuccaru statuette di zucchero dipinte, ritraenti figure tradizionali come i Paladini. Tradizione esclusivamente palermitana, vengono chiamati “pupi a cena” o “pupaccena”, per via di una leggenda che narra di un nobile arabo caduto in miseria, che li offrì ai suoi ospiti per sopperire alla mancanza di cibo prelibato. In alcune parti della sicilia viene preparata la muffoletta, pagnottella calda appena sfornata “cunzata“, la mattina nel giorno della commemorazione dei defunti, con olio, sale, pepe e origano, filetti di acciuga sott’olio e qualche fettina di formaggio primosale.

 

 

VIAGGIO NELLA CITTA’ DEI MORTI (al cimitero di Bonamorone). Scrisse Goethe che “un popolo che non ha memoria storica, non è un popolo civile”. E’ un peccato che si vada a fare visita ai defunti solo una volta l’anno, in occasione dei “morti”, perché diversamente ci si accorgerebbe di come il cimitero monumentale di Bonamorone, ad Agrigento, sia un interessante “pezzo” di storia locale che custodisce lo spirito dei tempi e dei luoghi e lo racconta più di qualunque altro museo o monumento. Questo cimitero, progettato nel 1867 dall’ingegner Dionisio Sciascia, è stato ideato a “croce iscritta in un cerchio” (poi diventato un quadrato). Qui venne sepolto anche il progettista, nell’aprile del 1891, ma nessuno più sa precisamente dove sia la sua lapide tra le seimila tombe disseminate intorno. Pochi passi dopo l’ingresso centrale, invece, c’è la tomba di Nicolò Gallo, grande personaggio agrigentino, nato nel 1849 e morto nel 1907, insigne avvocato, scrittore, politico, più volte ministro della Pubblica Istruzione e della Giustizia nei governi di fine Ottocento e pure tra i primi presidenti della Camera dei Deputati. La sua tomba adesso è spoglia, eppure narra il Picone nei suoi scritti storici, che alla sua morte gli vennero riservate “onoranze spettacolari”. Entrare nel cimitero di Bonamorone vuol dire assistere ad una galleria di immagini che dice tutto della storia della città. Ci sono le tombe gentilizie, ricche di fregi e decorazioni e quelle più misere. Dalla storica ed elegante cappella della marchesa Contarini disegnata dall’architetto Politi fino a quelle di altri personaggi agrigentini che hanno scritto pagine importanti della vita di questa città, a Bonamorone ci sono davvero tutti. C’è Alessandro Pistarini, insigne professore di origine piemontese, direttore della Scuola Femminile, morto con la “Lue” nel 1867, di cui è rimasto il cippo sul vialetto principale, tra palme, cipressi e pini d’Aleppo. Si raccontava, a Girgenti, che il professore fosse talmente amato, che le spese del funerale vennero sostenute dalle sue care allieve: “ammiratrici – scrissero sul marmo – delle virtù del loro maestro”. Molte tombe in epoca recente sono state “svuotate” per fare posto ai “nuovi morti” perdendo così completamente traccia del passato. A stento gli agrigentini sono riusciti a salvare la tomba del capitano inglese Alexander Hardcastle (Londra 1872 Girgenti 1933) che spese tutto il suo ingente patrimonio per finanziare gli scavi archeologici nella Valle dei templi. Il suo “posto” è il numero 110 accanto al muro di cinta nella zona Nord. Lì c’è un alto cipresso che sembra messo a guardia della sua tomba che poi è un “fazzoletto” di prato all’inglese. E c’è pure una panchina che invoglia il visitatore a sedersi e a riflettere sulla brevità della vita. E così viene in mente quella battuta di Leonardo Sciascia (che aveva il terrore di essere sepolto vivo). “Prolungate il più possibile la mia veglia funebre – diceva il maestro di Racalmuto tra il serio e l’ironico – e quando sarà la mia ora, accertatevi bene che sia morto per davvero..!”

 


Localizzazione del Cimitero Monumentale di Bonamorone:

Info e contatti:

Via Demetra – 92100 Agrigento (AG)
tel: 0922 554579

Orari di apertura:

dal luned’ al sabato 08:00 – 18.00

Domenica: 08:00 – 13:00





Video tratti da youtube:

 




 


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