Carte da gioco siciliane

Carte siciliane

Il mazzo di Carte Siciliane è composto da 40 carte, con il “seme” di tipo spagnolo, caratterizzate da decorazioni e disegni dai colori vivaci che riempiono gli spazi vuoti tra i semi, con dimensioni talvolta inferiori e con proporzioni diverse e più piccole rispetto ad altre carte regionali; sono simili alle carte napoletane.

Come tutti i mazzi di carte regionali, anche le carte siciliane, discendono dai Tarocchi, meglio ancora dagli Arcani minori di essi, rispetto ai quali perdono alcune carte come l’otto, il nove e il dieci, sostituite da figure medievali, quali la donna, il cavaliere ed il re. Le carte siciliane, probabilmente, derivano (con l’esclusione dei trionfi e di alcune carte numerali) dal Tarocco Siciliano le cui carte sono molto simili, se non addirittura uguali, al mazzo delle siciliane, anche se il mazzo del Tarocco Siciliano è invece composto da 64 carte.

Le figure sono intere e meno elaborate (ad eccezione dei quattro assi), ma con presenza di disegni supplementari di figure umane, animali e oggetti su diverse carte (es. sul 5 di spade, 6 di coppe, i, etc.)

Le 40 carte siciliane sono suddivise in 4 semi, in siciliano comunemente chiamato anche  “palu”, ed ogni seme è composto da 10 carte di cui: i numeri dal 2 al sette, tre figure rappresentanti il Re, il cavallo o “Sceccu” e la donna (o fante), e dall’asso.  I quattro semi, che fanno pensare ad una rappresentazione di quattro classi sociali, sono:


 Coppe, comunemente chiamati in siciliano “di coppi”, che rappresenterebbero la classe sociale degli ecclesiastici. Alcune caratteristiche curiose:

  • Asso di Coppe è rappresentato da un lebete nuziale, tipico contenitore ceramico che si utilizzava per celebrare i matrimoni pagani della Sicilia in età Greca.

Spade, comunemente chiamati in sicilianodi spati”, che rappresenterebbero la classe sociale dei nobili

 

 



Bastoni
, comunemente chiamati in siciliano  “di mazzi”. che rappresenterebbero la classe sociale del popolo. Alcune caratteristiche curiose:

  • il più rappresentativo è l’asso di bastone che spesso era dipinto nei carretti siciliani con la dicitura “vacci lisciu”
  • nei mazzi di carte più antichi, il cavallo di bastoni (o quello di spade) raffigurava Garibaldi, che era anche presente nel tondino centrale del cinque d’oro prima della versione con la scena di biga presa da una moneta da 10 lire del Regno d’Italia; uno dei re aveva le sembianze di Vittorio Emanuele II.


Oro o Denari, comunemente chiamati in siciliano “d’aremi”,  che rappresenterebbero la classe sociale della borghesia. Alcune caratteristiche curiose:

  • il re di denari è detto anche matta ed ha un ruolo particolare in diversi giochi, quali il sette e mezzo ed il cucù.
  • Asso di Denari rappresenta un Aquila “a volo basso”
  • le monete del 3 di Denari sono “coniate” con il simbolo della Trinacria, stemma della Regione Sicilia.
  • nei mazzi di carte più antichi, Garibaldi era raffigurato nel tondino centrale del 5 di denari, successivamente sostituito con la scena di biga presa da una moneta da 10 lire del Regno d’Italia;

Nella storia, sia le carte siciliane e quelle napoletane risentono influenza straniera, infatti si ritiene che il gioco delle carte sia stato introdotto dagli Arabi, prima in Spagna e poi nel sud Italia. Infatti è ricorrente un simbolismo arabo nelle carte siciliane come ad esempio nelle tipiche figure a cavallo, il cui colore ricorda più quello di un asino, tipico della tradizione islamica e cristiana e simbolo di umiltà di spirito. Per l’Islam è il mezzo dello Sceicco che entra umile nella città Santa di Medina (da qui il nome derivato dal siculo provenzale Sceccu in quanto i nobili Sceicchi entravano nelle città conquistate a dorso di un asino); per i cristiani rappresenta l’entrata di Gesù a Gerusalemme.

In alcuni casi i semi e le figure s’ispirano palesemente all’epoca medievale dei Paladini di Francia.

Il fante o la donna, per l’ambiguità che la contraddistingue, si lega al dolce stil nuovo siciliano e le sue fattezze sono infatti dolci e signorili come quelle di una donna, ma rappresenta un ufficiale minore, più giovane del cavaliere, una sorta di cadetto.


Tra i giochi più diffusi con le Carte Siciliane ricordiamo:

  • il Cucù: le carte hanno un valore da 1 a 10 a partire dall’asso fino alle figure (donna, cavallo e re  che valgono rispettivamente 8, 9 e 10); ad ogni giocatore è distribuita una carta e può decidere se cambiarla o meno con quella del giocatore successivo, a giro in senso orario, tenendo conto che  la carta più bassa perde.
    Alla fine del giro, ogni giocatore deve svelare la carta che ha in mano: chi ha la carta con valore più basso paga una delle sue poste.  Il Re che domina il gioco impedendo lo scambio della carta e dichiara il “Cucù”.  Di solito si stabilisce una posta di 3 monete che rappresentano le “vite” del giocatore; in Sicilia è usuale  la variante del “morto”, che  esaurite le tre vite a disposizione, può rientrare in gioco a condizione che riesca a far parlare un altro concorrente.
  • il “Sette e Mezzo”: le figure (donna, cavallo e re) valgono mezzo punto, fatta eccezione per quello d’oro (o d’aremi), a cui verrà attribuito un valore a scelta per raggiungere il punto più alto. Il mazziere dà una carta a testa e il concorrente decide se “chiamare” un’altra carta o “stare”. Lo scopo è quello di avvicinarsi al risultato di “sette e mezzo”: nel caso in cui si riuscisse a raggiungere l’obiettivo con due sole carte si parla di “sette e mezzo reale”. Quando questo accade, il partecipante può prendere le carte e diventare mazziere.
  • il “Piatto”: stabilita una “posta” che crea il piatto vincente,  ad ogni giocatore è distribuita una carta che deve essere poi confrontata con quella che viene pescata dal mazzo successivamente; se è stata data è più alta  si vince una posta mentre se è più bassa si perde una posta dal piatto creato con una posta prestabilita.

Info e curiosità
Le carte da gioco siciliane hanno ispirato anche artisti contemporanei, come ne caso del pittore siciliano Francesco Toraldo, che attraverso le sue opere racconta in chiave pittorica le carte siciliane,  interpretando semi, numeri e figure.

Libri, Pubblicazioni, Ebooks:

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