Cattedrale di Agrigento

Foto tratta dal web

Cattedrale di San Gerlando, è il principale luogo di culto cattolico di Agrigento, in Sicilia, chiesa madre dell’omonima arcidiocesi metropolitana. Nel dicembre del 1951 papa Pio XII la elevò alla dignità di basilica minore. Nella facciata meridionale della torre sono evidenti dei richiami decorativi platereschi, con finestre cieche e lo stemma dei Montaperto erosi dal tempo, Nell’insieme risalta la felice combinazione dettata dalla sovrapposizione di stili: da quello normanno a quello gotico – chiaramontano, da quello rinascimentale a quello barocco, questi ultimi derivati nelle tipiche espressioni isolane.

Il Capitolo Metropolitano Cattedrale di Agrigento è sito nella parte Nord della città dei Templi, a quota 323,00 metri slm. La fabbrica costeggia il lato Sud-Est dei locali contigui la Cattedrale. Il prospetto principale è prospiciente lungo la via Duomo; nello stesso rimangono poche tracce del nucleo originario, visibili dalla “Torre dell’orologio”.

Il prospetto principale risulta prospiciente la strada lungo la via Duomo. La facciata intonacata, presenta al piano terra e primo piano delle aperture rettangolari inquadrate da una cornice in rilievo. Oggi su tale prospetto, rimangono poche tracce del primo nucleo, in particolare una finestra in stile chiaramontano accanto alla “Torre dell´orologio”

Descrizione della Cattedrale di Agrigento


Decorazioni dietro l’altare: nella facciata meridionale della torre sono evidenti dei richiami decorativi platereschi, con finestre cieche e lo stemma dei Montaperto erosi dal tempo, Nell’insieme risalta la felice combinazione dettata dalla sovrapposizione di stili: da quello normanno a quello gotico – chiaramontano, da quello rinascimentale a quello barocco, questi ultimi derivati nelle tipiche espressioni isolane.

Scalinata. La particolare posizione sul crinale dello sperone roccioso ha permesso la realizzazione di un’ampia e morbida scalinata formata da cinque rampe di gradini, fiancheggiata da coppie di pilastri in tufo e delimitata da artistiche inferriate. Sul lato sinistro la sede stradale giunge comodamente sul piccolo sagrato parzialmente occupato dall’imponente ed incompiuto campanile del XV secolo.

Facciata. Due portali laterali, il sinistro murato e il destro formato da delicati archi marmorei sovrapposti, occupano le pareti fresche di restauro raccordate alla parte centrale del prospetto. Il corpo in conci di tufo è costituito da due ordini sovrapposti sormontati da frontone. Coppie di paraste delimitano il portale principale e il grande oculo centrale con vetrata istoriata al secondo livello. Due cornicioni ripartiscono l’insieme mentre le intersezioni delle nervature verticali generano nella parte sommitale, successioni di sezioni di timpano spezzati, sovrapposti e simmetrici che creano un armonioso e dinamico gioco di rilievi. Il portale marmoreo ad arco è di chiara impronta rinascimentale, lesene sormontate da architrave recante ai lati accenni di cimase di timpano ad arco spezzato delimitanti un elaborato fregio centrale, costituito nell’ordine da un cartiglio con iscrizione, uno stemma, un minuscolo timpano ad arco raccordato con volute laterali.

Portale e prospetto laterale destro. La facciata compresa e dominata dalla parete più decorata della Torre dell’orologio e della Meridiana, vari corpi di fabbrica su più livelli, la Cappella di San Gerlando, la Sacrestia (tutti manufatti addossati al corpo della navata) e le absidi del complesso, si trova ad un livello superiore rispetto al piano stradale. Raccorda l’ingresso laterale destro e l’adiacente balconata una doppia rampa di scale con sviluppo dal centro verso l’esterno. La parete del corpo ecclesiale reca cinque monofore in pietra viva e un portale marmoreo di stile classico.

Interno:  L’impianto a croce latina è caratterizzato da tre navate divise da archi ogivali poggianti su pilastri ottagonali verso l’ingresso, archi a tutto sesto insistono su colonne in prossimità del transetto e combinazioni miste dettate da interventi di restauro.

Tetto navata centrale. I diversi accostamenti delle tipologie di copertura, al pari degli stili delle strutture portanti, costituiscono un unicum di stratificazioni di molteplici cantieri e interventi patrocinati dai sovrani, ecclesiastici e mecenati in ogni epoca.

Soffitto a capriate del XVII secolo. Decorazione con figure di santi, personaggi biblici, mascheroni e figure allegoriche, festoni fitomorfi, figure di vescovi e stemmi gentilizi.

Soffitto a cassettoni del 1511 – 1514 d’epoca spagnola. Decorazione con aquila bicipite centrale, stemma di Carlo V d’Asburgo. I restauri del 1663 celebrano Filippo IV di Spagna.

Cupola realizzata con la tecnica del trompe-l’œil. Le Virtù cardinali raffigurate nei pennacchi sono opere di Michele Blasco.

Tetto transetto. Soffitto d’epoca spagnola a cassettoni dorati in entrambi i bracci.

Volte abside. Soffitti ricchi di stucchi ed affreschi che conferiscono carattere solenne e sontuoso all’ambiente.

Navata destra:

Prima campata: Cappella del Santissimo CrocifissoCoretto. Al centro della parete meridionale è collocato un Crocifisso del XVIII secolo. La parete di ponente è arricchita da Altare in marmi mischi del XVII secolo con Urna argentea contenente le reliquie di San Gerlando, opera di Michele Ricca del 1639. Sotto la mensa è collocato il simulacro del Cristo morto del XVII secolo. Addossato alle pareti laterali il Coro ligneo del XVIII secolo ulteriormente arricchite dai dipinti raffiguranti l’Incredulità di san Tommaso, I Discepoli di Emmaus, Il Rinnegamento di Pietro, Giuditta e Oloferne, opere di Nunzio Magro del XVII secolo.

Terza campata: Lunetta ogivale medievale con affreschi, Nel vano è collocata l’Urna di San Felice Martire del XVII secolo, la tradizione popolare identifica Brandimante eroe raccontato da Ludovico Ariosto nell’Orlando Furioso. Sulla parete è presente il dipinto raffigurante la Vergine con Bambino del 1945.

Quinta campata: ingresso laterale destro.

Settima campata: Lunetta ogivale medievale. Lunetta ogivale medievale con affreschi, nel vano è collocata la Pietà o Compianto del Cristo morto, gruppo in terracotta costituito da quattro personaggi, opera del XVI secolo.

Nona campata: Accesso alla Cappella di San Gerlando. La costruzione con cupola ottagonale eretta tra il 1627 – 1651, custodisce l’altare marmoreo ospitante la statua di San Gerlando, opera di Rocco Jacopelli del XVII secolo. L’ambiente ospita il monumento sepolcrale del vescovo Francesco Traina † 1651 patrocinatore del manufatto.


La parete presenta i seguenti dipinti:

  • Tela del Martirio di Sant’Erasmo copia di Nunzio Magro.
  • Tela della Madonna del Rosario raffigurata con San Gregorio II agrigentino e le Anime Purganti, opera di Nunzio Magro.
  • Dipinto Sacra Famiglia di frà Felice da Sambuca.
  • Dipinto Santi di frà Felice da Sambuca.

Navata sinistra

Cappella del Redentore. Sull’altare centrale è collocata la statua di Gesù Appassionato, opera portata in processione il Venerdì Santo dai membri dell’Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso della Carità fondata nel 1591.

La parete esterna della navata è arricchita da una teoria di monumenti sepolcrali di vescovi girgentini, in ordine cronologico:

  • Monumento funebre di Francesco Gisulfo e Osorio † 1664.
  • Monumento funebre di Anselmo de la Peña † 1729.
  • Monumento funebre di Lorenzo Gioeni d’Aragona † 1754.
  • Monumento funebre di Andrea Lucchesi Palli † 1768.
  • Monumento funebre di Antonio Lanza † 1775.
  • Monumento funebre di Antonio Branciforte Colonna † 1786.
  • Monumento funebre di Domenico Maria Lo Jacono † 1860.

Transetto

Braccio destro

  • Sacrestia.
  • Cappella Chiaramontana. Derivata dalla primitiva Cappella di San Giovanni Evangelista del 1281.
  • Ingresso Cappella di San Bartolomeo, affreschi.

Absidiola destra

  • Altare della Madonna delle Grazie. Statua della Vergine col Bambino realizzata dal palermitano Stefano Di Martino nel 1495 d’impronta gaginesca. Tabernacolo e tela della Nascita della Vergine.
    • Sacrestia monumentale, ingresso. Negli ambienti è custodita un’opera di Giovanni Patricolo, raffigurante i Sacri Cuori di Maria e Gesù del 1833.

Abside e altare maggiore

 L’organo a canne, al centro dell’abside

Ambiente realizzato da Francesco Traina. L’abside ricca di decorazioni barocche in stucco costituite da festoni, ghirlande, motivi floreali, puttini, d’autore ignoto del XVIII secolo, termina con un organo a canne, coro e stalli di coro ligneo dell’intagliatore Onofrio Vicari del XVII secolo. Sulla volta campeggia un grande affresco l’Apoteosi di Maria assunta in cielo raffigurata tra i dodici apostoli. Nel catino absidale è rappresentato il Paradiso opera dell’abate Michele Blasco.

Incastonati in monumentali cornici i dipinti raffiguranti Santi Vescovi di Vincenzo Bongiovanni del XVII secolo. Miracolo di San Giacomo, San Gerlando evangelizza gli agrigentini, San Gregorio I che profetizza il martirio della Vergine Agrippina, San Gregorio II vescovo di Agrigento.

  • Cattedra vescovile. Addossata al pilone destro della finta cupola affrescata la monumentale cattedra episcopale fatta realizzare nella metà del ‘900 dal vescovo Giovanni Battista Peruzzo.
  • Organo a canne Mascioni opus 463, costruito nel 1933, con 49 registri su tre manuali e pedale, a trasmissione elettrica.

Absidiola sinistra

  • Cappella del Santissimo Sacramento. Ambiente realizzato da Francesco Traina.

Braccio sinistro

  • Cappella De Marinis: primitiva Cappella di San Girolamo oggi adibita a Battistero. L’ambiente presenta sarcofagi fra cui spicca il monumento funebre di Gaspare de Marinis col coperchio con la figura del defunto giacente, l’arco con le statue della Madonna col Bambino, San Girolamo e San Gerlando del 1493, frutto della collaborazione fra Giovanni Gagini e Andrea Mancino. Le ricognizioni e le documentazioni delle commissioni attribuiscono le sepolture del committente Giosuè De Marinis, barone del Muxaro (o De Marino) † 1535, dell’illustre padre Gaspare De Marinis e del nipote Gaspare De Marinis junior † 1609.

Torre dell’Orologio e della Meridiana.

La poderosa torre campanaria adiacente il prospetto fu costruita dal canonico Giovanni Montaperto Chiaramonte nel 1470. Il manufatto rimase incompleto dopo la nomina del patrocinatore a vescovo di Mazara del Vallo, eccezione la facciata sud rivestita in “Pietra di Comiso”. Ripartita in quattro ordini sovrapposti caratterizzati da finestre cieche in stile gotico – catalano recanti lo stemma gentilizio dei Montaperto al primo e secondo livello, nel terzo ordine si trova una finestra con arco a tutto sesto con balcone, chiudono due alte monofore corrispondenti alla cella campanaria. Limitatamente quest’ultimo ordine, altrettante coppie di aperture sono presenti sulle restanti facce della torre.

Curiosità

  • Nella cattedrale si verifica il fenomeno cosiddetto portavoce. Infatti chiunque si trovi nel presbiterio può sentire ciò che viene detto, anche a bassa voce da una persona posizionata all’ingresso della chiesa, ad una distanza di ben 85 metri. Il fenomeno è ancora più curioso se si pensa che è impossibile ripeterlo nel senso inverso.
  • Alla cattedrale è legata anche la Lettera del Diavolo una lettera che una suora ha ricevuto si dice direttamente dal Diavolo per tentarla.
  • Presso l’Archivio Capitolare metropolitano è custodito il Tabulario del Giustiziere della valle di Girgenti.
  • Attualmente la cattedrale è chiusa perché interessata da un fenomeno franoso.

Galleria fotografica:

 

 

 

 

 

 


Foto e cartoline storiche:

Cartolina Cattedrale di Agrigento – foto tratta dal web

 

 

 

 

 

 

 


Localizzazione della Cattedrale di San Gerlando:

Info e contatti:

Piazza Don Minzoni, 92100 Agrigento AG
www.cattedraleagrigento.com
tel. 3401690794

 

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Video tratti da youtube:

 Il drone entra nel Duomo di Agrigento – Salviamo la Cattedrale! – Dronedary – Pubblicato il 27 nov 2014

Riprese aeree Drone in volo Duomo di Agrigento – Cattedrale di San Gerlando


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